Il deputato regionale Matteo Sciotto ha presentato un’interrogazione con risposta scritta al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alla Salute per chiedere interventi urgenti contro il progressivo depotenziamento dell’Ospedale di Sant’Agata di Militello e per affrontare le gravi criticità dell’assistenza sanitaria nel territorio dei Nebrodi.
«L’ospedale di Sant’Agata di Militello – dichiara Sciotto – rappresenta il presidio sanitario pubblico di riferimento per un’area vasta e complessa come quella dei Nebrodi, con un bacino di utenza compreso tra gli 80.000 e i 100.000 residenti. In un territorio caratterizzato da collegamenti difficoltosi e da un’elevata incidenza di popolazione anziana e fragile, la piena operatività del presidio non è un’opzione, ma una necessità imprescindibile».
Negli ultimi anni, il presidio ha subito un progressivo ridimensionamento strutturale. L’attività di degenza risulta sostanzialmente concentrata nel solo reparto di Medicina, mentre risultano non operativi servizi essenziali quali Cardiologia, Ginecologia e Gastroenterologia. Il Punto nascita ha cessato la propria attività, la Chirurgia è limitata a interventi di bassissima complessità, l’Ortopedia è di fatto demandata al settore privato e la lungodegenza, pur prevista, non è mai stata attivata.
Particolarmente critica è la situazione della Cardiologia, chiusa da oltre un anno e mezzo e oggi limitata alle sole attività ambulatoriali e di consulenza. Soffrono inoltre Anestesia e Pronto Soccorso, con una dotazione di personale non compatibile con la gestione ordinaria e straordinaria delle emergenze. In molti casi, l’accesso al Pronto Soccorso si traduce in un trasferimento verso altri presidi, con inevitabile allungamento dei tempi di intervento e aggravamento del rischio clinico.
Preoccupante anche il rischio di cessazione del servizio di Talassemia per il pensionamento del responsabile, così come l’assenza, nel territorio afferente al presidio, di una Stroke Unit o di un percorso ictus conforme alle più recenti linee guida sulle reti tempo-dipendenti.
«Si sta determinando – prosegue Sciotto – una progressiva marginalizzazione sanitaria delle aree interne. I cittadini dei Nebrodi non possono sentirsi abbandonati. Chi arriva in ospedale in condizioni di urgenza, spesso dopo lunghi tragitti, ha diritto a una presa in carico reale e tempestiva, non a un passaggio intermedio prima del trasferimento altrove».
Con l’interrogazione, Sciotto chiede al Governo regionale se sia pienamente a conoscenza della perdita di funzioni del presidio e quali iniziative urgenti, con precise tempistiche, intenda adottare per arrestare il processo di depotenziamento. Viene inoltre sollecitato il ripristino e il potenziamento dei reparti essenziali, la riqualificazione dell’area emergenza-urgenza, l’attivazione di un percorso ictus operativo e misure straordinarie per superare la grave carenza di personale, con particolare riferimento agli anestesisti/rianimatori e ai medici dell’emergenza.
«Non si tratta di una battaglia campanilistica – conclude Sciotto – ma di una questione di equità e diritto alla salute. I Nebrodi hanno diritto a un ospedale pienamente funzionante e coerente con il ruolo strategico che la programmazione regionale gli assegna».
