Si è svolta questa mattina, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa dedicata ai risultati raggiunti sul fronte del risanamento finanziario, della lotta all’evasione tributaria e della digitalizzazione dell’Ente.
Presenti il Sindaco Federico Basile, l’on. Cateno De Luca, l’Assessore ai Tributi e al contrasto all’evasione Roberto Cicala, il direttore generale Salvo Puccio.
L’incontro ha rappresentato l’occasione per ripercorrere un cammino amministrativo iniziato nel 2018 e oggi consolidato, che ha consentito al Comune di Messina di uscire da una delle fasi finanziarie più critiche della sua storia recente.
“Il percorso avviato nel 2018 da Cateno De Luca e consolidato dalla mia amministrazione, ha affermato Basile, dimostra che il risanamento finanziario, quando è fondato su rigore, programmazione e innovazione, non resta un esercizio contabile ma si traduce in benefici tangibili per i cittadini.
Da Comune simbolo del fallimento economico finanziario, Messina si presenta oggi come una città risanata, con una capacità di riscossione in costante crescita, con tariffe ridotte e con un livello di digitalizzazione tra i più avanzati nel panorama nazionale.
Possiamo dire senza tema di smentita che abbiamo chiuso i conti con il passato e con i debiti risalenti agli ultimi quarant’anni.
Un lavoro complesso, che ha richiesto scelte difficili, determinazione politica e senso di responsabilità istituzionale. Un percorso che non si è limitato a gestire l’emergenza, ma ha costruito le basi strutturali per il futuro: debiti ormai quasi del tutto azzerati, maggiore equità fiscale, alleggerimento della pressione tributaria e un deciso salto di qualità nei servizi digitali.
“Il futuro inizia oggi” non è soltanto uno slogan, ma la sintesi di una strategia amministrativa che punta a consolidare stabilità finanziaria, efficienza organizzativa e innovazione tecnologica, mettendo al centro la comunità e la sostenibilità dell’azione pubblica nel lungo periodo.”
Nel 2018 l’Amministrazione guidata da Cateno De Luca si è trovata ad affrontare una situazione caratterizzata da:
- oltre 132 milioni di euro di debiti delle partecipate inseriti nel Piano;
- 112 milioni di euro di sentenze esecutive passate in giudicato;
- 8,8 milioni + altri 50 milioni di euro di debiti per prestazioni senza impegno di spesa;
- un debito potenziale da contenzioso pari a 81 milioni di euro.
Un totale di debiti censiti di 382 milioni che, con gli accantonamenti contabili ha raggiunto la cifra record di 552 milioni di euro come da rimodulazione di De Luca novembre 2018 con il Salva Messina.
Con il Piano di Riequilibrio e la sua rimodulazione, è stato avviato un processo strutturale di messa in sicurezza dei conti, fondato su rigore, riorganizzazione e coraggio amministrativo.
L’Amministrazione guidata da Federico Basile ha proseguito quel percorso, traducendo l’impostazione originaria in risultati concreti e misurabili.
Al 31 dicembre 2025:
- i debiti fuori bilancio da riconoscere sono scesi a 10,6 milioni di euro (erano oltre 121 milioni nel 2018);
- il debito potenziale da contenzioso è stato ridotto da 81,2 milioni a 34,9 milioni (–57%);
- i debiti “lettera A” risultano abbattuti del 93,5%.
Un risultato che non rappresenta solo un dato contabile, ma un cambio di paradigma nella gestione finanziaria dell’Ente.
In dettaglio:
dal 2018 al 2025 i debiti fuori bilancio sono passati da oltre 121 milioni di euro a 10,6 milioni, mentre il debito potenziale da contenzioso è stato ridotto del 57%.
Espunti 132 milioni di debiti delle partecipate
Con la rimodulazione del Piano di Riequilibrio Finanziario Pluriennale (delibera n. 316 del 27 luglio 2022), l’Amministrazione Basile ha espunto dal Piano la somma di 132.351.978,58 euro relativa ai debiti delle società partecipate censiti nel 2018 (80,79 milioni ATM, 51,45 milioni Messina Ambiente e 291.000€ altre minori società fra cui Innovabic), in applicazione dell’art. 14, comma 5, del D.Lgs. 175/2016 e come confermato dalla relazione della Corte dei Conti del 16 dicembre 2021.
Debiti “lettera A” e “lettera E”
Nel 2018 risultavano:
- 112,3 milioni di euro per sentenze esecutive passate in giudicato (17.150 sentenze);
- 8,8 milioni di euro per prestazioni ricevute senza impegno di spesa (92 creditori in attesa da decenni).
Al 31 dicembre 2025:
- I debiti fuori bilancio da riconoscere ammontano a 10.668.000 euro (–88% rispetto al 2018);
- I debiti “lettera A” risultano abbattuti del 93,5%;
- I debiti “lettera E” ridotti del 61,4%.
Giudizi pendenti e fondo rischi contenzioso
Nel 2018 il debito potenziale da giudizi pendenti era pari a 81,29 milioni di euro (fattore di rischio 41,8%).
Al 31 dicembre 2025 il debito potenziale scende a 34,92 milioni di euro (fattore di rischio 15,7%), con una riduzione del 57%.
Il fondo rischi contenzioso, accantonamento obbligatorio previsto dal D.Lgs. 118/2011, continua a garantire la copertura delle passività potenziali.
Per quanto riguarda le principali Partecipate:
- Messina Ambiente (47 milioni) è in definizione un accordo transattivo pluriennale con copertura nel fondo rischi;
- ATO Messina (15,6 milioni) vede il Comune già escluso da responsabilità, con rischio basso in appello;
- ATM Azienda Speciale, con debito originario di 80,79 milioni ora sceso a circa 60 milioni, è in liquidazione; saranno i tribunali competenti a stabilire eventuali responsabilità e l’accollo dei 60 milioni residui.
“Oggi, ha spiegato l’assessore Cicala, dei debiti ereditati pari a 112,3 MIL, il comune deve pagarne soltanto altri 10,6 milioni, 7,2 si riferiscono a sentenze di condanna e 3,4 milioni per prestazioni ricevute senza obbligatorio impegno di spesa assunto.
Il potenziale rischio di giudizi pendenti alla data del 31/12/2025 è di 34 milioni come da giudizi prognostici rilasciati dai legali incaricati, compresa la trattativa per chiudere definitivamente la causa con il fallimento di Messina Ambiente.
Il rischio potenziale per ATO Messina, dove attualmente la situazione non desta particolare pericolo come da giudizio prognostico del legale, è da considerarsi basso, ma il comune verifica con attenzione e prudenza per un eventuale valore della controversia di 15,6 milioni.
Resta il potenziale rischio per la ATM, per un debito attuale di 60 milioni che lo ha visto scendere di circa 21 dal momento della messa in liquidazione, pagando fra l’altro le scoperture bancarie, ma si dovrà aspettare che la società verrà chiusa e i tribunali preposti stabiliranno eventuali responsabilità in futuro.
Si può senz’altro affermare, ha concluso Cicala, che nel 2026 saranno pagati gli ultimi debiti per il comune, di avere effettuato i corretti accantonamenti per i giudizi pendenti e i potenziali debiti e SOPRATTUTTO DAL 2019 DI NON AVER CREATO NUOVI DEBITI ALLE AMMINISTRAZIONI FUTURE.
I potenziali rischi provenienti da ATO MESSINA e ATM in liquidazione, sono abbondantemente ammortizzabili dal bilancio dell’Ente, che oggi ha una solidità capace di sostenere anche spese improvvise.”
In conclusione della massa debitoria iniziale di 552 milioni, 382 milioni di debiti censiti e impieghi tecnici per 170 milioni, oggi a inizio 2026, si può tranquillamente dire che il comune deve soltanto riconoscere 10,6 milioni di debiti di sentenze esecutive e prestazioni senza impegno di spesa ereditati nel 2018 e un RISCHIO POTENZIALE di 75,6 milioni per la definizione delle società partecipate ATO MESSINA e ATM in liquidazione, rispettivamente per debiti di 15,6 e 60 milioni, situazioni catastrofiche sempre EREDITATE al 2018.
LOTTA ALL’EVASIONE E TRIBUTI: PIÙ EQUITÀ, TARI RIDOTTA DEL 35%
L’attività di accertamento su IMU e TARI ha registrato un incremento significativo negli ultimi anni.
Accertamenti 2023-2025
- Accertamenti complessivi: oltre 44,8 milioni di euro per TARI (infedele/omessa dichiarazione);
- Nuove utenze accertate dal 2019: 10.095;
- Nuove superfici accertate: 2,7 milioni di mq;
- Utenze “fantasma” pari al 7,5% del totale.
Le verifiche sono state effettuate con l’ausilio della società partecipata Patrimonio Messina S.p.A.
TARI SOTTO LA MEDIA NAZIONALE
Grazie al recupero dell’evasione:
- Dal 2024 la TARI domestica è stata ridotta del 35%;
- Una famiglia di 3 persone in 90 mq è passata da 439 euro (2023) a 297 euro (2024), con un risparmio netto di 142 euro;
- La previsione 2026 è di 287 euro, tra le più basse delle grandi città metropolitane del centro-sud.
CAPACITÀ DI RISCOSSIONE IN CRESCITA
La riscossione complessiva TARI e IMU (competenza + residui) è passata:
- Da 62,7 milioni a oltre 92 milioni di euro nel 2025.
La capacità di riscossione, indicatore dell’efficacia dell’Ente nel recuperare le entrate accertate, evidenzia un trend in costante crescita dal 2019, grazie alle politiche di recupero e ai nuovi servizi digitali.
Il recupero dell’evasione IMU è stato destinato anche all’attuazione della Misura 15 del Piano di Riequilibrio, con investimenti strategici quali:
- Acquisto del terreno del Mercato S. Orsola per la riqualificazione;
- Acquisto di terreni per la palestra dell’Istituto Comprensivo “Mazzini”.
DIGITALIZZAZIONE: MESSINA TRA LE PRIME CITTÀ D’ITALIA
Dal 2018 è stata avviata la migrazione a un gestionale unico con banca dati integrata, accompagnata dall’attivazione di numerosi servizi digitali.
ICity Rank: dal 92° al 14° posto
Nella classifica ICity Rank, Messina è passata:
- dal 92° posto nel 2018
- al 14° posto nel 2024, tra i capoluoghi di provincia.
Servizi digitali attivati
- Sportello Telematico (250 modelli di pratica);
- Portale Tributario con pagamento diretto;
- Sportello “Le Mie Multe”;
- Portale Servizi per graduatorie ed esenzioni;
- Nuovo sito istituzionale conforme alle linee guida AgID;
- Servizi automatizzati di ristampa documenti.
Nel 2025 si registrano 1.681.579 accessi complessivi ai servizi digitali.
Innovazione e Intelligenza Artificiale
- Progetto Poseidon: utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per la ricerca automatica delle ordinanze viabili;
- Protocollazione e smistamento semi-automatico delle PEC in entrata, con uniformità di classificazione al 99% e tempi ridotti del 90%;
- Progetto M@GIS (Gestione Integrata della Sicurezza): oltre 1.000 telecamere intelligenti per sicurezza urbana, contrasto all’abbandono rifiuti e gestione viabilità entro il 2025.
La conferenza stampa ha messo in evidenza un dato politico e amministrativo chiaro: una continuità di governo che produce risultati concreti.
“La digitalizzazione del Comune, ha affermato il direttore generale Salvo Puccio, è stata una scommessa vinta: avviata con fondi di programmazione europea e senza incidere sul bilancio comunale, ha generato maggiori entrate e contribuito al riequilibrio finanziario.
Non abbiamo acquistato solo strumenti, ma conoscenza e competenze, passando dal 104º al 14º posto in Italia per digitalizzazione e diventando un riferimento nazionale.
Con progetti come “Poseidon” e con portali, siti e banche dati integrati, stiamo costruendo una pubblica amministrazione più efficiente e vicina ai cittadini. Messina ormai ha imboccato definitivamente la strada dell’innovazione».
A tracciare le conclusioni Cateno De Luca:
«Tutto quello che sta emergendo attraverso gli appuntamenti che ci siamo dati, ha concluso Cateno De Luca, è il frutto di una buona amministrazione concreta, tangibile.
Voglio soffermarmi sui numeri, perché la vera lettura politica di una comunità si ha dalla chiave economico-finanziaria: dai bilanci si capisce se c’è stata una gestione scellerata oppure la responsabilità di un buon padre di famiglia che lascia ai posteri qualcosa di migliore rispetto a ciò che ha trovato.
Il piano di riequilibrio del Comune di Messina ha avuto cinque versioni dal 2013 al 2018, modificate ogni anno con un aumento della massa debitoria. Questo dimostra l’approccio del passato. I debiti dal 1980 hanno nomi e cognomi: non è polemica, è mettere in fila dati contabili e responsabilità amministrative.
Quando siamo arrivati abbiamo trovato partecipate ridotte a bancomat politici, aziende in dissesto e conti fuori controllo. Attraverso il Salva Messina abbiamo garantito un nuovo futuro alla città.
Messina ha pagato i debiti accumulati in quarant’anni senza fermare i servizi. Abbiamo garantito qualità e continuità amministrativa.
Le partecipate sono state risanate, trasformate o chiuse; da strumenti di spesa incontrollata sono diventate aziende produttive. Parallelamente abbiamo creato strumenti di riscossione e organizzazione interna che hanno permesso di recuperare entrate e dare stabilità ai conti.
Oggi la massa debitoria residua è coperta dagli accantonamenti di bilancio e il Comune di Messina sta definitivamente chiudendo i conti con il passato. Questo è il risultato: una città che ha pagato i debiti, è rimasta in piedi e adesso può finalmente guardare al futuro, può guardare, con Federico Basile, alla terza fase, quella strategica».
