Si è svolta oggi, presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la conferenza stampa dedicata al percorso di risanamento urbano e ai risultati raggiunti dall’Amministrazione comunale e da ARISMÈ dal 2018 a oggi.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti il sindaco Federico Basile, Cateno De Luca, il vicesindaco Salvatore Mondello e il presidente di ARISMÈ Fabrizio Gemelli, che hanno ripercorso le tappe fondamentali di un processo che ha segnato una svolta storica per la città di Messina.
«Il lavoro che stiamo portando avanti sul risanamento urbano – ha dichiarato il sindaco Federico Basile – non è soltanto un insieme di interventi edilizi, ma un vero progetto di trasformazione sociale e culturale della città. Abbiamo scelto di affrontare questo percorso con serietà e visione, mettendo al centro non solo le opere, ma anche l’accompagnamento delle famiglie, la gestione degli immobili e il rispetto delle regole. Ogni casa assegnata è una responsabilità condivisa tra istituzioni e cittadini. I risultati che oggi iniziamo a vedere sono frutto di una programmazione avviata negli anni scorsi e di una macchina amministrativa che lavora in modo coordinato con il Commissario per il risanamento e con ARISMÈ. È un processo lungo, ma irreversibile, che sta cambiando il volto di interi quartieri. Il nostro obiettivo è chiaro: superare definitivamente le baraccopoli e costruire una città più giusta, dove i figli delle famiglie ricollocate possano crescere con le stesse opportunità di tutti gli altri. Questo è il senso più profondo del risanamento: non solo ricostruire spazi, ma ricostruire futuro».
Nel suo intervento, il vicesindaco Salvatore Mondello ha ricostruito l’intero percorso amministrativo:
«Per decenni il problema delle baraccopoli è stato gestito solo in modo emergenziale, senza pianificazione. La svolta arriva con la legge regionale che consente di istituire un soggetto operativo unico, ARISMÈ, formalmente avviato nell’ottobre 2018. Da lì si passa da interventi spot a una strategia complessiva.
L’ordinanza dell’agosto 2018 ha fissato per la prima volta un obiettivo chiaro e acceso i riflettori regionali e nazionali su un tema rimasto ai margini. Da quel momento nasce il primo vero censimento dopo il 1994, che ha dimostrato come i nuclei familiari non erano diminuiti e le aree baraccate non si erano ridotte.
Dal 2018 a oggi abbiamo avviato una vera e propria rivoluzione. È stato necessario anche un lavoro di archeologia amministrativa per recuperare fondi regionali dispersi nei capitoli di bilancio. Questo dimostra che nulla è stato improvvisato: si è seguita una filiera precisa di programmazione, pianificazione, progettazione ed esecuzione. Oggi siamo nella fase conclusiva dell’emergenza e dobbiamo trasformare il risanamento in un vero processo di rigenerazione urbana».
Il presidente di ARISMÈ, Fabrizio Gemelli ha sottolineato la mission di ARISMÈ che « nasce con un mandato preciso: trasformare un’emergenza cronica in un sistema organizzato di interventi. In questi anni abbiamo costruito un metodo di lavoro che integra progettazione, gestione del patrimonio e monitoraggio continuo delle assegnazioni. Non parliamo più di singole operazioni, ma di un modello strutturato di rigenerazione urbana che oggi viene osservato anche fuori dalla Sicilia.
Il risanamento non è solo spostare famiglie da un luogo a un altro, ma garantire procedure chiare, legalità, manutenzione degli immobili e sostenibilità nel tempo. Ogni alloggio consegnato è inserito in una rete di regole e servizi che ne assicura la tenuta nel futuro.
I risultati ottenuti dimostrano che Messina ha superato la fase dell’emergenza permanente ed è entrata in una stagione nuova, in cui il risanamento diventa uno strumento di governo del territorio. Questo è il valore aggiunto del lavoro di ARISMÈ: rendere stabile ciò che per decenni è stato precario».
A chiudere l’incontro l’intervento di Cateno De Luca:
«Quando nel 2018, ha spiegato Cateno De Luca, lavoravo agli emendamenti per la legge di stabilità affrontammo finalmente in modo serio una questione che per trent’anni era stata gestita con slogan e rinvii: il risanamento delle baraccopoli. La legge regionale 10/90 aveva prodotto risultati ridicoli, consentendo in circa 30 anni l’assegnazione di circa 350 immobili senza alcuna area effettivamente risanata.
Dal 2018 a oggi abbiamo fatto più del doppio rispetto a quanto fatto nei trent’anni precedenti consegnando oltre 400 alloggi e recuperando le risorse per realizzare e consegnare altrettante .
Abbiamo introdotto un approccio culturale e sociale.
Abbiamo smantellato l’idea che esistesse una parte della città condannata a essere un “lebbrosario urbano”. Quelle persone si sentivano escluse e l’esclusione genera marginalità, rabbia, degrado. Le barriere erano prima mentali che fisiche. Questo è stato il vero cambiamento: trasformare una debolezza in un punto di forza.
Prima ci avevano provato in tanti, senza riuscirci. Noi ci siamo riusciti perché qualcuno si è preso la responsabilità politica e amministrativa di firmare ordinanze “sopra la legge”.
Io ho rischiato la decadenza, ho firmato ordinanze sapendo che avrei potuto pagarne le conseguenze personali.
Sono stato richiamato più volte e ho avuto scontri durissimi con le istituzioni, ma mentre tanti facevano i consulenti dietro le quinte, il rischio se lo assumeva chi metteva la firma.
Questa operazione ha portato complessivamente ad oltre 400 milioni di euro di finanziamenti, di cui circa 100 milioni direttamente dallo Stato attraverso l’istituzione di un apposito commissario con la legge 76/2021.
Il resto è frutto di sacrifici e battaglie istituzionali. Il risanamento non è solo edilizia, è inclusione sociale, è restituire dignità a persone che per decenni erano state considerate non cittadini. Questa è la vera storia, il resto è propaganda».
A sostenere il percorso di trasformazione urbana avviato dal 2018 è stato un impianto finanziario strutturato, costruito attraverso interventi legislativi mirati e l’attivazione coordinata di fondi regionali, nazionali ed europei.
Nel dettaglio, attraverso le risorse del programma PINQUA sono stati stanziati 130 milioni di euro, che consentiranno la realizzazione di 333 nuovi alloggi e l’acquisto di ulteriori 154 unità abitative, per un totale di 487 alloggi.
Con i fondi del POC 14-20 destinati alla Regione Siciliana, ed indirizzati da un emendamento di Cateno De Luca (articolo 99 della Legge Regionale 2/2018), pari a 40 milioni di euro, è previsto l’acquisto di 570 alloggi, interamente destinati a soddisfare il fabbisogno abitativo delle famiglie interessate dal risanamento.
Ulteriori interventi sono stati finanziati da quella che era la legge 10 del 1990 che stanziava 500 miliardi di vecchie lire per il Risanamento, ma che solo a partire dal 2018 sono stati finalmente indirizzati ed utilizzati a tale scopo; la Legge 10, mette a disposizione 80 milioni di euro per l’acquisizione di 38 alloggi.
Grazie al programma Capacity è stato inoltre possibile l’acquisto di 35 unità abitative. A questi si aggiungono le risorse del PON Metro 2014–2020, con cui sono stati acquistati ulteriori 120 alloggi.
Un ruolo centrale è svolto dagli interventi finanziati attraverso il capitolo Emergenza ed il relativo Commissario Straordinario, che con uno stanziamento di 100 milioni di euro sta permettendo la costruzione di 620 nuovi alloggi e l’acquisto di ulteriori 150 unità, per un totale di 770 abitazioni.
