«Sono stato sul lungomare di Letojanni insieme al sindaco Alessandro Costa, al presidente del Consorzio della rete fognaria Alfredo Elia Mandri e all’on. Giuseppe Lombardo per constatare una situazione gravissima che purtroppo avevamo previsto sin dai giorni successivi al ciclone Harry».
Lo afferma il sindaco di Taormina Cateno De Luca.
«Avevamo detto subito che il nodo non sarebbe stato la mancanza di risorse ma la confusione nelle competenze: prima bisogna stabilire chi deve fare cosa e quando. Per questo abbiamo prodotto atti e proposte lavorando giorno e notte, perché chi amministra sul territorio conosce bene cosa significa affrontare queste tragedie.
Nella fase immediatamente successiva all’evento si è tempestivamente provveduto alla redazione dei verbali di constatazione di somma urgenza al fine di ripristinare, tramite il Consorzio rete fognaria, il regolare funzionamento del collettore principale distrutto in più punti tra Mazzeo e il lungomare Luigi Rizzo di Letojanni. Tali attività sono state coordinate fino al 4 febbraio 2026 con il Dipartimento regionale di Protezione Civile. Su Letojanni era stata concordata, con verbale condiviso, un’azione sinergica: il Comune realizzava la barriera in massi ciclopici a protezione delle abitazioni, il Consorzio realizzava il collettore fognario e la Protezione Civile realizzava la massicciata in massi ciclopici a protezione del nuovo collettore».
«Dal 4 febbraio di quest’ultimo intervento non si sono avute più notizie fino al 9 febbraio, quando l’Ufficio del Genio Civile, subentrato nelle competenze alla Protezione Civile, ha redatto un ulteriore verbale di somma urgenza per la stessa barriera. Ad oggi però non si è avuto seguito perché manca l’approvazione della cabina di regia presso l’Assessorato regionale alle Infrastrutture. Nel frattempo la condotta fognaria, ormai quasi ultimata, è stata danneggiata dalla mareggiata della notte del 14 febbraio proprio per l’assenza della barriera di protezione. Questo dimostra ciò che denunciamo: il territorio lavora e realizza gli interventi mentre la macchina amministrativa resta ferma».
«Si è creato un rimpallo di competenze tra Protezione Civile, Genio Civile e cabina di regia e il risultato è che gli enti locali anticipano risorse, assumono responsabilità sanitarie e ambientali ma non possono completare gli interventi indispensabili. Il punto tecnico è semplice: senza la protezione della linea di costa ogni condotta verrà distrutta dalle mareggiate, quindi o si interviene contemporaneamente oppure continueremo a rifare opere destinate a sparire. Il sistema Taormina–Giardini Naxos–Letojanni rappresenta uno dei principali poli turistici della Sicilia e genera circa due miliardi di PIL: non è una vicenda locale ma regionale».
«Accolgo positivamente la disponibilità del Presidente della Regione a recarsi personalmente a Letojanni, ma ora serve una decisione immediata e una catena di comando chiara e operativa. Non è una polemica politica ma la difesa di un territorio strategico: se non si interviene subito continueremo a produrre solo danno su danno».
