Seconda giornata del tour del “Governo di Liberazione” in Sicilia, con tappa ad Agrigento, dove Sud chiama Nord ha ribadito la propria linea politica in vista delle prossime amministrative e della nuova fase regionale avviata lo scorso 18 marzo all’Assemblea Regionale Siciliana.
“Ad Agrigento, così come in tanti altri comuni, regna oggi una grande confusione: troppe candidature, troppe proposte e soprattutto troppa incertezza. Noi saremo presenti, ma con una linea chiara: non partecipiamo a giochi di palazzo o a operazioni senza prospettiva”, ha dichiarato De Luca.
Il tour, infatti, nasce per portare nei territori la proposta del “Governo di Liberazione”, un progetto politico che punta a rompere gli equilibri esistenti e a restituire protagonismo alla Sicilia.
“Parliamo di una città che da troppo tempo è rimasta in ginocchio, che aspetta risposte e che deve tornare protagonista. Il cambiamento parte dai comuni, non da accordi costruiti nei palazzi”, ha aggiunto.
Nel suo intervento, De Luca ha lanciato un messaggio netto rispetto alle dinamiche locali:
“Non mi interessa sostenere operazioni finalizzate solo a occupare poltrone. Le candidature fine a se stesse non hanno alcun valore. Se dobbiamo esserci, deve esserci una proposta credibile, di rottura e di discontinuità”.
Il leader di Sud chiama Nord ha quindi posto una condizione chiara per l’impegno ad Agrigento:
“Punteremo su un candidato sindaco credibile, anche giovane, uomo o donna, che abbia il coraggio di rappresentare una vera alternativa. Diversamente, preferisco non esserci piuttosto che avallare situazioni improponibili”.
Un passaggio duro anche nei confronti degli attuali assetti politici:
“Centrodestra e centrosinistra sono divisi da faide interne e incapaci di offrire una visione. In questo quadro, noi dobbiamo costruire un percorso distinto e distante. Non esistono formule magiche: esiste solo la presa di coscienza e la reazione”.
De Luca ha ribadito anche il metodo che caratterizza il “Governo di Liberazione”:
“Non abbiamo mai fatto politica per occupare poltrone. Lo dimostrano i fatti: abbiamo rinunciato anche a posizioni di governo pur di non scendere a compromessi. Questo è il modello che vogliamo portare in tutta la Sicilia”.
Infine, l’appello al territorio:
“Il cambiamento non si invoca, si costruisce partendo dalla propria città. Se nei comuni si accettano compromessi al ribasso, non si può pensare di cambiare la Sicilia. Il Governo di Liberazione nasce esattamente per rompere questo schema”.
