“Il Presidente Schifani tenta di buttare in caciara una questione che invece è drammatica e serissima.
Qui non c’è alcuna polemica politica: c’è la volontà del Parlamento siciliano, espressa con un voto chiaro e democratico, che il Governo regionale ha il dovere di rispettare.
Non si permetta di definire “polemica” la decisione dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Ieri l’aula ha approvato l’Ordine del Giorno presentato dal nostro gruppo Sud Chiama Nord, con il quale impegna il Governo regionale a destinare la somma di 5,3 miliardi di Fondi Sviluppo e Coesione, gia rapinate al meridione per il ponte sullo stretto di Messina, al finanziamento di un programma straordinario di interventi finalizzati alla ricostruzione, al risanamento ambientale, alla messa in sicurezza del territorio e al ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal ciclone “Harry” e per la frana di Niscemi.
Nello specifico, si tratta di risorse pari a 1,3 miliardi di euro sottratte alla Regione Siciliana, 300 milioni di euro sottratte alla Regione Calabria e 3,8 miliardi di euro sottratte alla programmazione governativa destinata a finalità analoghe nelle regioni del Mezzogiorno.
Come noto, tali ingenti risorse sono state individuate, con l’Accordo di Coesione sottoscritto tra il Governo e la Regione Siciliana nel maggio 2024, quale cofinanziamento regionale per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.
L’ordine del giorno è stato approvato con 34 voti favorevoli e 22 contrari, stabilendo che, di fronte a un disastro che ha colpito interi territori della Sicilia, occorre individuare immediatamente le risorse economiche necessarie per i ristori e per la messa in sicurezza.
A maggior ragione alla luce delle dichiarazioni rese oggi dallo stesso Presidente Schifani, che ha riconosciuto pubblicamente come l’ammontare dei danni causati dal ciclone “Harry”, sulla base delle segnalazioni pervenute dagli enti pubblici, sia già pari a circa 2 miliardi di euro e destinato ad aumentare con il progredire delle verifiche, appare del tutto incomprensibile e irresponsabile liquidare come polemica la richiesta del Parlamento siciliano di individuare immediatamente risorse certe e adeguate per la ricostruzione e la messa in sicurezza dei territori colpiti.
Trasformare tutto in una polemica significa mancare di rispetto alle istituzioni e, soprattutto, ai cittadini che hanno visto distrutte case, imprese, strade e infrastrutture.
Adesso attendiamo risposte concrete. Se entro dieci giorni il Presidente Schifani ci dirà dove sono i soldi e come intende utilizzarli per fronteggiare l’emergenza, nessun problema: avrà dato seguito alla volontà dell’Aula.
Se invece entro dieci giorni non arriveranno risposte certe, abbiamo già fissato per mercoledì 11 febbraio una mobilitazione davanti a Palazzo d’Orléans.
Pretendiamo oggi che venga rispettata la decisione del Parlamento siciliano.
Il Presidente della Regione deve scegliere se restare prigioniero delle proprie convinzioni o diventare interprete della volontà dei siciliani. Noi saremo lì per ricordargli che la democrazia non si archivia con una battuta, ma si onora con i fatti.
Consiglio non richiesto al Presidente Schifani: proceda immediatamente, in questo momento drammatico per la Sicilia, alla nomina dei due assessori ancora mancanti in Giunta, quello alle Autonomie locali e quello alla Famiglia, politiche sociali e lavoro, trattandosi di deleghe fondamentali per affrontare con efficacia l’emergenza in corso, perché riguardano direttamente il rapporto con i Comuni e la gestione delle politiche sociali a sostegno delle famiglie e delle fasce più fragili colpite dal ciclone; in una fase così delicata, la Regione non può permettersi vuoti di governo proprio nei settori più strategici per la risposta all’emergenza.”
Lo afferma il capo gruppo di Sud chiama Nord Cateno De Luca replicando al Presidente Schifani.
