«Sto lavorando a un documento che inchioda tutta la classe politica siciliana alle proprie responsabilità sui miliardi di euro assegnati negli ultimi anni e mai spesi».
Lo dichiara Cateno De Luca, commentando l’ordine del giorno presentato da Sud chiama Nord e approvato due giorni fa dall’Assemblea Regionale Siciliana sulla riprogrammazione delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione.
De Luca sottolinea come la stampa nazionale abbia finalmente acceso i riflettori su quanto emerso:
«Parliamo di 5 miliardi e 300 milioni di euro del Fondo Sviluppo e Coesione 21/27 destinati al Ponte sullo Stretto, sottratti a sanità, emergenza idrica, rifiuti e infrastrutture essenziali. Non è una battaglia ideologica – chiarisce –. Io sono sempre stato favorevole al ponte, ma non accetto che risorse destinate alle infrastrutture vitali per la Sicilia vengano dirottate su un’opera che deve essere finanziata con fondi europei dedicati».
Nel mirino anche le dichiarazioni del segretario regionale della Lega, Nino Germanà, secondo cui i fondi FSC non potrebbero essere utilizzati per le emergenze:
«È una posizione smentita dallo stesso presidente Schifani, che oggi ha annunciato la rimodulazione dell’ accordo di coesione FSC 21/27 Stato-Regione per destinare una parte ai danni del ciclone Harry e alla frana di Niscemi».
«Il Fondo Sviluppo e Coesione – ribadisce De Luca – serve proprio per ricostruire infrastrutture: lungomari, strade, servizi. Spiegate ai cittadini di Letojanni, Furci o Santa Teresa di Riva che prima bisogna fare il ponte e poi rifare i lungomari: è una follia».
Durissimo il giudizio sulla gestione regionale:
«Una cabina di regia oggi dovrebbe stare sul campo, a Niscemi e nel litorale jonico, non chiusa a Palermo. Il problema non è il colore politico, ma il metodo. Nessuno ha avuto il coraggio di smontare il sistema burocratico e renderlo efficiente».
De Luca annuncia un’iniziativa pubblica:
«Domenica mattina sarò a Niscemi. Porterò i dati economici, euro per euro, e mostrerò dove sono i soldi, per quali progetti erano stati bloccati senza neppure progetti esecutivi».
Secondo le prime stime:
• i danni del ciclone Harry ammontano a 2,5 miliardi di euro;
• per Niscemi si parla di 400–500 milioni di euro. Serviranno almeno 1.500 nuove abitazioni, oltre alle opere di urbanizzazione e messa in sicurezza del territorio.
«Niscemi è il simbolo della Sicilia che crolla per colpa della Banda Bassotti.
Ho inviato una bozza di ordinanza di Protezione Civile alla presidente Meloni e al sottosegretario Mantovano con tutte le misure necessarie: ristori, sospensione dei canoni, slittamento della Bolkestein, risorse immediate».
Infine l’appello conclusivo:
«Io non posso permettermi di perdere due miliardi di PIL nel comprensorio Giardini Naxos–Taormina–Letojanni mentre la cabina di regia discute se autorizzarmi a togliere le fogne dal mare.
Domenica vi aspetto a Niscemi: carte alla mano dimostrerò dove sono i soldi, perché sono fermi e perché devono essere usati subito. Il problema non è politico. Il problema è il sistema della Regione Siciliana. E questo sistema va smontato pezzo per pezzo».
