I deputati regionali di Sud Chiama Nord Cateno De Luca, Giuseppe Lombardo e Matteo Sciotto hanno presentato all’Assemblea Regionale Siciliana un Ordine del Giorno che impegna il Governo della Regione a procedere con urgenza alla riprogrammazione delle risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2021–2027, destinando le somme oggi previste per il Ponte sullo Stretto al fronteggiamento delle emergenze causate dal ciclone “Harry” e agli eventi calamitosi che hanno colpito il Comune di Niscemi.
Nel documento si ricostruisce il quadro finanziario relativo alle risorse FSC assegnate alla Sicilia.
Nel 2023 il CIPESS aveva destinato alla Regione Siciliana 6,6 miliardi di euro per interventi di manutenzione del territorio e infrastrutturazione, non finanziabili con altre fonti come PNRR o PO FESR.
Con la sottoscrizione dell’Accordo FSC 2021–2027 del 27 maggio 2024, la dotazione regionale è stata ridotta a 5,35 miliardi di euro, mentre 1,3 miliardi di euro sono stati destinati al cofinanziamento regionale per il Ponte sullo Stretto di Messina.
A questi si aggiungono ulteriori risorse FSC sottratte alle medesime finalità territoriali:
300 milioni di euro dall’Accordo di Coesione con la Regione Calabria;
3,88 miliardi di euro dalla quota in gestione diretta dello Stato.
Per un totale di oltre 5,44 miliardi di euro destinati al progetto del Ponte sullo Stretto.
Nel frattempo, nei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026, la Sicilia è stata colpita dal ciclone “Harry”, evento meteorologico di eccezionale intensità che ha provocato frane, allagamenti, dissesti idrogeologici, interruzioni della viabilità e gravi danni alle infrastrutture pubbliche e private, con pesanti ricadute sul tessuto economico e sociale regionale.
Secondo una prima stima, i danni ammontano a oltre 2 miliardi di euro, così ripartiti:
circa 1 miliardo di euro per la messa in sicurezza del territorio e il ripristino delle infrastrutture;
oltre 1 miliardo di euro per interventi di mitigazione del rischio di erosione costiera;
oltre 100 milioni di euro per ristori a cittadini e operatori economici.
La Regione Siciliana ha dichiarato lo stato di emergenza con deliberazione di Giunta n. 25 del 22 gennaio 2026, stanziando 50 milioni di euro.
Il Consiglio dei Ministri, il 26 gennaio 2026, ha deliberato lo stato di emergenza nazionale per Sicilia, Calabria e Sardegna, destinando complessivamente 100 milioni di euro, di cui solo 33 milioni alla Sicilia.
A oggi, né la Regione né lo Stato hanno indicato con chiarezza le modalità di reperimento delle ulteriori risorse necessarie per garantire la ricostruzione e il ripristino della vivibilità nei territori colpiti.
Analoga incertezza riguarda l’evento calamitoso del 25 gennaio 2026 che ha interessato il Comune di Niscemi, per il quale non risultano ancora quantificati né i costi né le coperture finanziarie.
Con l’Ordine del Giorno presentato, Sud Chiama Nord impegna il Governo regionale:
a procedere con urgenza alla riprogrammazione delle risorse FSC 2021–2027, adeguando le priorità di spesa alle conseguenze degli eventi calamitosi di gennaio 2026;
a destinare in particolare i 1,3 miliardi di euro previsti come cofinanziamento regionale del Ponte sullo Stretto a un programma straordinario di ricostruzione, risanamento ambientale, messa in sicurezza del territorio e ripristino delle infrastrutture pubbliche e private danneggiate dal ciclone “Harry”;
a impegnare il Governo nazionale a utilizzare per le stesse finalità anche le risorse FSC sottratte alla Calabria (300 milioni di euro) e quelle sottratte alla gestione governativa (3,88 miliardi di euro);
a individuare e reperire le risorse necessarie per garantire la piena copertura degli interventi urgenti e di ricostruzione relativi all’evento calamitoso che ha colpito il Comune di Niscemi.
“Di fronte a un’emergenza che ha messo in ginocchio interi territori – dichiarano i deputati di Sud Chiama Nord – è necessario rivedere le priorità di spesa. La sicurezza dei cittadini, la tutela del territorio e la ricostruzione devono venire prima di qualsiasi altra opera. Le risorse esistono e devono essere destinate ai bisogni reali delle comunità colpite”.
