«Stanotte è arrivata l’ordinanza del Dipartimento nazionale di Protezione Civile sui provvedimenti adottati dal Governo per fronteggiare gli effetti del ciclone Harry e della frana di Niscemi. Il contenuto del provvedimento, tuttavia, non risulta adeguato alla gravità dei danni subiti dai territori colpiti».
È il commento di Cateno De Luca, che esprime forte preoccupazione per l’impianto complessivo dell’ordinanza.
«I sindaci non sono stati messi nelle condizioni di operare in modo diretto. Non è prevista una rete di sub-commissariamento territoriale né un reale coinvolgimento delle amministrazioni locali. Le deroghe alle procedure ordinarie sono limitate e demandate esclusivamente a figure individuate centralmente. I primi cittadini potranno essere eventualmente nominati “soggetti attuatori” solo su decisione del Commissario, individuato nel Presidente della Regione».
Secondo De Luca, la procedura delineata rischia di rallentare in modo significativo gli interventi urgenti:
«Non vi è alcun riferimento alla questione Bolkestein, non si prevede lo slittamento al 2033, né vengono individuate nuove risorse economiche dedicate. Al contrario, si introduce un percorso complesso: trenta giorni per la predisposizione del piano degli interventi, successivo invio al Dipartimento nazionale di Protezione Civile, quindi la ricerca delle risorse, l’autorizzazione del piano e, solo in una fase successiva, l’eventuale individuazione dei soggetti attuatori».
«Con queste tempistiche – prosegue – si rischia concretamente di arrivare alla stagione estiva senza aver avviato interventi strutturali, compromettendo la ripresa economica e turistica delle aree colpite».
«È indispensabile – conclude De Luca – un cambio di passo immediato: servono poteri straordinari reali, risorse certe e il coinvolgimento diretto dei sindaci, che sono i primi responsabili dei territori. Senza queste condizioni, l’ordinanza rischia di non rispondere in modo efficace all’emergenza in atto».
