Nel corso dei lavori dell’Assemblea Regionale Siciliana, il leader di Sud Chiama Nord Cateno De Luca è intervenuto duramente sulla crisi della Giunta regionale, denunciando una gestione “schizofrenica” da parte del presidente Renato Schifani che sta producendo la paralisi di due assessorati e la violazione delle norme approvate dal Parlamento.
De Luca ha richiamato l’articolo 6 della legge regionale n. 26 del 2020, che impone al Presidente della Regione di nominare un nuovo assessore entro 30 giorni in caso di vacanza di un incarico, sottolineando che tale obbligo viene disatteso da oltre due mesi.
«Siamo di fronte a una schizofrenia politica – ha affermato De Luca – che sta portando il Presidente della Regione a continuare a violare le norme di questo Parlamento».
Nel suo intervento, De Luca ha ricostruito in modo puntuale le contraddizioni del Presidente della Regione nei confronti della Democrazia Cristiana. Il 10 novembre, Schifani aveva dichiarato che, alla luce delle indagini riguardanti l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro, non sussistevano le condizioni affinché gli assessori espressione della nuova Democrazia Cristiana potessero continuare a svolgere il proprio incarico in Giunta, determinando di fatto l’estromissione di due assessori che non erano stati colpiti da alcun provvedimento giudiziario.
Diciotto giorni dopo, il 28 novembre, a quadro giudiziario invariato, Schifani ha però affermato di aver mantenuto gli impegni politici assunti, confermando le nomine di sottogoverno indicate dalla Democrazia Cristiana. Un cambio di posizione che, secondo De Luca, dimostra la natura politica e non istituzionale delle scelte del Presidente.
Il 29 dicembre, nel pieno della discussione sulla legge di stabilità, approvata con appena 29 voti favorevoli, ben al di sotto della soglia della maggioranza di 36 deputati, Schifani ha dichiarato di dover riempire due caselle di governo perché non poteva più mantenere gli interim, sostenendo che si trattava di un atto dovuto e che nulla era cambiato rispetto ai mesi precedenti.
In quella stessa fase, il Presidente della Regione ha affermato di non aver estromesso due assessori ma un partito, sostenendo che, secondo le indagini, la Democrazia Cristiana avrebbe dimostrato modelli di gestione non compatibili con la sua idea di trasparenza e uso delle istituzioni.
Il 9 gennaio, dopo l’incontro dell’8 gennaio, Schifani ha nuovamente cambiato linea, dichiarando di voler incontrare i deputati della Democrazia Cristiana per capire con quale interlocutore politico dovesse dialogare e affermando che fosse doveroso prima ascoltare e poi pronunciarsi. Una posizione che De Luca ha definito in palese contraddizione con la decisione assunta il 10 novembre, quando gli assessori furono estromessi senza alcun ascolto preventivo.
Una sequenza di dichiarazioni contraddittorie che ha prodotto una conseguenza grave: la mancata nomina dell’assessore alle Autonomie locali e la paralisi di due assessorati strategici. «Alcune norme votate da questo Parlamento – ha denunciato – non vengono applicate perché agli uffici viene risposto che, in assenza dell’assessore, non se ne fa nulla».
De Luca ha quindi denunciato che il Governo regionale è ostaggio delle dinamiche interne alla maggioranza e dei cosiddetti “capi tribù”, incapaci di completare la Giunta mentre la Regione resta bloccata.
Nel suo intervento, De Luca ha richiamato anche la posizione assunta da Fratelli d’Italia, che ha chiarito che le vicende giudiziarie interne ai partiti non possono impedire al Presidente della Regione di nominare gli assessori e di completare la Giunta.
In chiusura, il capogruppo di Sud Chiama Nord ha annunciato di aver comunicato ufficialmente che la casella che era stata destinata a Sud Chiama Nord all’interno della Giunta regionale è libera.
«Se questo può servire a sbloccare più rapidamente una situazione che non si riesce a comporre – ha concluso De Luca – quantomeno avrò avuto il merito di accelerare la chiusura di un quadro che, sotto il profilo politico, definire vergognoso è già un complimento».
