«La Commissione ha approvato all’unanimità la risoluzione relativa al bando per 73 operatori di esercizio di AST S.p.A., con parere favorevole del Governo regionale e alla presenza dell’assessore Dagnino. È un passaggio di responsabilità verso i lavoratori e verso la tenuta finanziaria dell’azienda».
Lo dichiara il deputato regionale di Sud chiama Nord Pippo Lombardo.
«Il bando era stato predisposto senza una preventiva verifica della sostenibilità economica rispetto al piano di risanamento aziendale e prevedeva un sistema di valutazione eccessivamente discrezionale: il 50% del punteggio era rimesso alla commissione esaminatrice attraverso criteri soggettivi e non oggettivi».
Per Lombardo il nodo centrale resta la tutela del personale già in servizio.
«Con questa procedura si sarebbero lasciati fuori 135 lavoratori interinali che da anni, in alcuni casi da decenni, garantiscono il servizio pubblico senza un adeguato riconoscimento, mentre il piano di risanamento approvato dal socio pubblico e dal Parlamento prevede percorsi di stabilizzazione. Prima si valorizza chi ha già fatto funzionare il servizio, poi si valutano eventuali nuove assunzioni».
Il deputato è intervenuto anche in Aula chiedendo un confronto urgente con il Presidente della Regione nella qualità di Commissario delegato ai sensi dell’ordinanza di protezione civile n. 1180.
«Non è accettabile che il Parlamento non possa discutere prima del 10 marzo. Non abbiamo alcuna informazione su ciò che sta avvenendo nella cabina di regia se non quello che apprendiamo dai giornali».
Lombardo evidenzia i ritardi sulle risorse e sui ristori a cittadini e imprese.
«Si parla di fondi stanziati ma disponibili forse tra un anno o un anno e mezzo con la riprogrammazione Mid-Term Review del PR FESR 2021-2027 e del PR FSE+ 2021- 2027. I Comuni sono in difficoltà e non vi sono certezze sui ristori ai privati».
Particolare preoccupazione riguarda le attività produttive.
«L’avviso scade il 27 febbraio e si parla di proroga. Ma prorogare il termine significa rinviare anche l’erogazione dei contributi. Le imprese non possono più aspettare».
Da qui la richiesta di convocare con urgenza l’Aula anche in seduta straordinaria.
«Occorre incontrare immediatamente il Commissario delegato. Il Parlamento ha il diritto di sapere e i territori hanno il diritto di ricevere risposte concrete. Senza chiarezza e tempi certi la protesta sarà inevitabile, dentro e fuori l’Aula».
