Una città che ha programmato e realizzato grandi opere trasformando la strategia in azione, grazie alla visione di una amministrazione che è torna a pianificare dal 2018 a oggi, e che grazie a questa strutturazione sinergica ha intercettato e investito fondi per oltre 395 milioni di risorse.
È stato questo l’argomento oggetto della conferenza stampa di questa mattina dal titolo “Dalla visione al cantiere: il volto di una città che cambia” nella galleria Vittorio Emanuele nel corso della quale sono intervenuti Federico Basile e Cateno De Luca insieme all’ex assessore ai lavori pubblici Salvatore Mondello.
Un momento di confronto e approfondimento sui processi di trasformazione urbana che hanno interessato la città negli ultimi anni, a partire dal 2018. Al centro degli interventi, il passaggio da una gestione frammentata e priva di visione strategica a una pianificazione strutturata e integrata.
Il sindaco Federico Basile ha sottolineato come “prima del 2018 il piano triennale delle opere pubbliche fosse spesso considerato come un contenitore di interventi non realmente attuabili, quasi sinonimo di libro dei sogni”, ha detto, evidenziando, invece, il cambio di metodo che ha portato alla costruzione di strumenti di programmazione come PGTU, PUMS e PUDM, capaci di mettere a sistema mobilità, urbanistica e sviluppo territoriale. “Una città che cambia – ha aggiunto – non può farlo in modo asettico, ma attraverso una visione complessiva che tenga insieme tutti gli interventi quali asset del medesimo percorso di cresciuta urbana e sociale”.
Salvatore Mondello ha ripercorso il proprio impegno amministrativo, definendolo “la realizzazione di un sogno”, reso possibile dalla collaborazione con Cateno De Luca.
“La pianificazione è stata centrale – ha affermato – e poterla applicare in ambito amministrativo è stato per me motivo di orgoglio”.
Mondello ha rivendicato i risultati ottenuti in termini di programmazione e finanziamenti, respingendo le critiche sulla presunta mancanza di visione: “In meno di otto anni la città si è dotata di strumenti e progetti concreti, costruendo una strategia per macroaree a partire da un Piano strategico dell’area metropolitana dello stretto quale è stata considerata Messina”, ha detto.
Tra i principali interventi illustrati: la riqualificazione di Piazza Lo Sardo e di Piazza Cairoli, insieme ai progetti futuri per Largo Seggiola; il recupero del Forte Gonzaga attraverso un masterplan di restauro conservativo; il piano straordinario delle strade, con una stima complessiva di 33 milioni di euro e interventi già avviati per 12 milioni tra il 2018 e il 2025; la rigenerazione dell’ex Macello, con un investimento da 19 milioni di euro, inserita nello sviluppo del waterfront; il progetto delle Torri Morandi in collaborazione con il MAXXI; e la realizzazione di 15 parcheggi di interscambio, finanziati con fondi regionali.
In questo quadro non rientrano i molteplici interventi già realizzati su tutte le scuole cittadine e sugli asili nido, che sono stati oggetto di una specifica conferenza dedicata.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema della città accessibile, con l’adozione del PEBA e numerosi interventi già realizzati per abbattere le barriere architettoniche e mettere in sicurezza attraversamenti come quelli della statale 114 o sul lago di Ganzirri, oltre alla programmazione di nuovi spazi pubblici finanziati attraverso fondi PON e POC.
Sul fronte del waterfront, è stato evidenziato “il ruolo strategico del PIAU e degli accordi con l’Agenzia del Demanio, con l’obiettivo di superare le barriere fisiche della ferrovia e restituire alla città il rapporto con il mare, anche attraverso soluzioni come interramenti e terrazze panoramiche”, ha spiegato ancora Mondello.
Cateno De Luca ha ribadito l’azione amministrativa messa in campo per Messina e avviata nel 2018 quando “abbiamo impostato una visione ben precisa, trasformandola in azione. Saperla realizzare significa saper amministrare ma richiede di saperlo fare”, ha detto.
“Messina è oggi al centro di una visione chiara: diventare una città capace non solo di accogliere, ma anche di distribuire i flussi turistici dei croceristi. Parliamo di oltre un milione di visitatori l’anno, che devono trovare servizi adeguati per raggiungere i villaggi, ognuno con una propria identità e un proprio brand, capaci di essere attrattivi. Per farlo è necessario costruire infrastrutture: parcheggi, mobilità efficiente e servizi innovativi” ha spiegato Cateno De Luca.
“Resta però un problema: c’è chi continua a costruire campagne elettorali sui cantieri. È vero, ci sono ancora lavori in corso, ma il mio invito ai messinesi è a non cadere nelle trappole degli sciacalli. Oggi stiamo completando un percorso complesso, in cui abbiamo anche rischiato molto. Penso a opere come il porto di Tremestieri, via Don Blasco o il RIFOTRAS. Il tempo passa e spesso logora la memoria: per questo dobbiamo ricordare quanto fatto, non per propaganda, ma per raccontare una storia che merita di essere conservata”, ha concluso Cateno De Luca.
