Prosegue il tour di presentazione del Governo di Liberazione promosso da Cateno De Luca, con una tappa a Ragusa che ha rappresentato un momento di confronto con i quadri dirigenti territoriali di Sud chiama Nord e un punto stampa sui contenuti del progetto politico.
All’incontro hanno preso parte l’assessore Andrea Di Stefano, la coordinatrice cittadina Lina Bonafede, il coordinatore regionale Danilo Lo Giudice e il leader Cateno De Luca.
Un appuntamento che si inserisce nel percorso avviato in tutta la Sicilia per costruire una proposta politica radicata nei territori, fondata su contenuti, metodo e responsabilità, in vista delle prossime elezioni amministrative e del possibile scenario di elezioni regionali anticipate.
Nel corso dell’incontro, il coordinatore regionale Danilo Lo Giudice ha ribadito il valore del lavoro territoriale: «Il nostro impegno non è legato solo alle elezioni. Siamo presenti nei territori per costruire una classe dirigente credibile e per portare avanti un modello amministrativo concreto. Il Governo di Liberazione nasce proprio per unire esperienze e competenze attorno a un progetto serio per la Sicilia».
Nel punto stampa, Cateno De Luca ha affrontato con chiarezza il tema della crisi politica regionale, indicando le due possibili vie per restituire la parola ai siciliani:
«La situazione è ormai chiara: o si dimette il presidente Renato Schifani oppure si devono dimettere 36 deputati per consentire alla Sicilia di tornare al voto».
Un passaggio netto, che si inserisce in una visione più ampia:
«Non esistono scorciatoie. Continuare così significa mantenere una condizione di immobilismo che la Sicilia non può più permettersi. La crisi è profonda e va affrontata con strumenti straordinari».
Da qui il rilancio del progetto politico:
«Serve una grande coalizione, costituente e riformista, capace di mettere insieme tutte le forze responsabili per costruire un nuovo modello di Sicilia e liberarla dalle logiche che l’hanno bloccata fino ad oggi».
Infine, De Luca ha ribadito il senso del tour:
«Stiamo costruendo questo percorso dal basso, incontrando territori, dirigenti e amministratori. Solo così si può dare vita a una proposta credibile e pronta ad affrontare la sfida che attende la Sicilia».
