Sono stati consegnati oggi, 20 febbraio 2026, i lavori relativi agli interventi integrati per la protezione dei litorali in erosione nel Comune di Santa Teresa di Riva, per un importo complessivo pari a € 10.621.735,00.
Un’opera attesa da anni e fondamentale non solo per la difesa della costa ma anche come passaggio propedeutico alla successiva fase di ricostruzione e riqualificazione del lungomare.
«Si tratta di un risultato storico per il nostro territorio – dichiara Danilo Lo Giudice – perché finalmente si interviene in maniera strutturale su un fenomeno che negli anni ha messo a rischio abitazioni, infrastrutture e attività economiche. Non è un intervento tampone ma una vera opera di messa in sicurezza destinata a cambiare il futuro della nostra fascia costiera».
Parallelamente la Regione ha autorizzato altre due somme urgenze finalizzate alla mitigazione del rischio cedimenti nella zona sud del lungomare, che si aggiungono alle tre avviate dal comune.
Nel corso degli incontri istituzionali è stata inoltre evidenziata in Prefettura la necessità di realizzare in tempi rapidi la pista di protezione civile in prossimità del torrente Savoca, indispensabile per ripristinare la viabilità dei mezzi pesanti e di emergenza lungo l’asse Catania–Messina.
«Bisogna fare in fretta, non possiamo permetterci di attendere – prosegue Lo Giudice – perché sicurezza e accessibilità sono condizioni essenziali per la vita quotidiana dei cittadini e per la ripresa economica».
Su questo tema è stato richiesto e ottenuto un focus tecnico che si terrà mercoledì prossimo a Palermo presso la sede ANAS, alla presenza del Dipartimento Tecnico Regionale, RFI, CAS e Comune, per definire tempi e modalità operative dell’intervento.
A margine dell’incontro in Prefettura, Cateno De Luca ha chiarito il contesto operativo in cui si trovano i sindaci:
«Ci è stato detto candidamente che nessuno può garantire la copertura effettiva delle ordinanze che i sindaci stanno adottando per ripristinare i servizi essenziali e tutelare la pubblica incolumità».
E ha aggiunto:
«I sindaci sono la massima autorità locale di protezione civile e igienico-sanitaria: non possiamo lasciare le fogne a mare o fermarci davanti alla burocrazia. Ci assumiamo la responsabilità di intervenire subito, perché chi amministra sul campo vive realtà lontane dalle logiche dei palazzi».
