Il deputato regionale Matteo Sciotto ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al Presidente della Regione e all’Assessore regionale alla Salute per fare piena luce sulla mancata operatività dell’Ospedale di Comunità di Barcellona Pozzo di Gotto.
«Nel dicembre 2025 – dichiara Sciotto – è stato inaugurato un presidio importante, realizzato con fondi del PNRR, articolato su tre livelli, con circa 1.400 metri quadrati di superficie e un modulo da 20 posti letto destinato all’assistenza a bassa intensità clinica. Una struttura pensata per rafforzare la sanità territoriale, ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso e migliorare la qualità dell’assistenza. Eppure, ad oggi, non risulta operativa».
L’interrogazione punta a chiarire le ragioni amministrative, organizzative e gestionali che stanno impedendo l’effettiva apertura della struttura, chiedendo tempi certi e definitivi per la sua entrata in funzione.
Sciotto richiama inoltre un’ulteriore criticità: «Nella rete ospedaliera vigente per Barcellona Pozzo di Gotto sono previsti i reparti di lungodegenza e geriatria che, nel corso degli anni, non sono mai stati attivati. Reparti fondamentali per garantire continuità assistenziale ai pazienti stabilizzati e alleggerire la pressione sui Pronto Soccorso».
Il sistema sanitario del territorio, infatti, continua a registrare condizioni di sofferenza strutturale, con sovraffollamento cronico, carenza di posti letto e tempi di attesa sempre più lunghi. «In questo contesto – sottolinea il deputato – l’attivazione degli Ospedali di Comunità deve essere coerente con una rete ospedaliera completa e funzionante. Diversamente, si rischia di aggiungere un tassello incompiuto a un sistema già fragile».
L’interrogazione chiede anche se siano state effettuate valutazioni sull’impatto che la mancata attivazione dei reparti previsti abbia avuto sulla garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza per la popolazione del comprensorio e quali azioni concrete e immediatamente operative si intendano adottare per evitare ulteriori disfunzioni.
«Non possiamo permetterci – conclude Sciotto – strutture inaugurate ma non operative, né reparti previsti sulla carta e mai attivati. Il territorio merita risposte chiare e soprattutto atti concreti. La sanità non può essere una promessa sospesa nel tempo».
