Gentile direttore Giovanni Floris,
ieri sera, nella sua trasmissione DiMartedì su La7, sono stato bersaglio del duo comico Luca e Paolo.
Evviva la satira, evviva Luca e Paolo. Ma… a tutto c’è un limite: non accetto di essere mascariato su falsità e imprecisioni, perché all’interno di una trasmissione che fa informazione non è accettabile l’approssimazione.
Non è la prima volta che Luca e Paolo mi prendono di mira. Sono sicuro che non gli starò molto simpatico, ma del resto ci sta… Cateno De Luca o lo ami o lo odi.
Nel goffo tentativo di sfottermi (ora le spiego perché non regge il parallelismo con Salvini!), per fortuna si è parlato del ciclone Harry.
Una catastrofe passata quasi nell’indifferenza dei media nazionali.
Perché se non fosse stato per il video dell’onda anomala a Santa Teresa di Riva e poi per il video con la richiesta di money a Salvini, le grandi televisioni nazionali e i programmi blasonati avrebbero continuato a ignorare questa emergenza o a trattarla con estrema sintesi e superficialità.
Ripeto: accetto la critica, ancor di più se fatta da due comici.
Ma devo necessariamente segnare una linea di demarcazione tra me e Salvini.
Intanto, Floris, la conta dei danni che ho fatto a Salvini non è frutto di sogni o fantasia, ma di studio e approfondimento delle carte di chi notte e giorno sta in trincea tra la gente.
E devo correggere una vostra imprecisione: quel video non è del giorno dopo, ma è stato fatto dieci giorni dopo. Dieci giorni che ho trascorso studiando le carte e le prime stime che erano già state fatte dal Dipartimento regionale della Protezione civile.
Numeri che oggi sono confermati anche dalla Regione Siciliana e dal Dipartimento nazionale di Protezione civile.
Nella giornata odierna anche Il Sole 24 Ore ha aperto il giornale con il seguente titolo:
“Ciclone Harry, due miliardi di danni. In ritardo il decreto aiuti per le imprese”.
Mi auguro adesso che nella prossima puntata della sua trasmissione si possa precisare che “Cateno De Luca aveva ragione in merito alla conta dei danni causati dal ciclone Harry”.
Aggiungo che la richiesta di money al governo serve a fronteggiare velocemente la drammatica emergenza del ciclone Harry, che vi invito a vedere con i vostri occhi venendo a Taormina-Mazzeo, dove faccio il sindaco, oppure a Santa Teresa di Riva, comunità dove in passato ho fatto il sindaco: entrambe duramente colpite e messe in ginocchio dal ciclone Harry.
Magari potreste fare proprio lì, tra le macerie di strutture rasate al suolo dal ciclone, la prossima puntata di DiMartedì o il prossimo sketch comico di Luca e Paolo.
Noi vi aspettiamo a braccia aperte perché, nonostante tutto, i siciliani sono un popolo accogliente anche nei confronti di coloro che non perdono occasione di mascariarli.
Al netto delle imprecisioni dette nella sua trasmissione e dei vari goffi sfottò, non posso accettare però l’ultimo inciso dello sketch di Luca e Paolo: sicuramente non sono un modello da emulare, ma non sono un uomo disonesto da tenere lontano dai banchi di scuola.
Non permetto a nessuno di poter insinuare una cosa del genere.
Spero, caro Floris, che possa ospitarmi nella sua trasmissione per consentirmi di contestualizzare lo spezzone di quel video, che fa parte di una narrativa complessiva di oltre dieci minuti.
Io ho rappresentato le esigenze del territorio e vi ringrazio per questa ulteriore occasione che mi avete regalato per poterlo ribadire con forza, pur dovendo subire l’amarezza di una buona satira fatta però su un argomento tragico che merita sempre attenzione e rispetto.
Cordialmente,
Cateno De Luca
Sindaco di Taormina
