Dalla mappa degli immobili dimenticati alla costruzione di una vera politica della casa e della rigenerazione urbana. La conferenza stampa di oggi a Palazzo Zanca ha raccontato una trasformazione concreta: il passaggio da un patrimonio comunale per anni abbandonato, frammentato e senza strategia, a un sistema finalmente governato, censito e messo al servizio della città.
Non solo numeri e atti amministrativi, ma una visione che lega gli immobili alle persone, la valorizzazione economica alla funzione sociale, il risanamento dei conti alla qualità della vita nei quartieri. Un lavoro che intreccia la pianificazione urbana, l’emergenza abitativa, i beni confiscati alla mafia, l’edilizia pubblica e le nuove opportunità di sviluppo.
In questo quadro, Patrimonio Messina S.p.A. e l’Amministrazione Basile hanno illustrato un percorso che non guarda al mattone come rendita, ma come leva di civiltà, legalità e futuro per Messina.
«La Società Patrimonio, ha affermato il sindaco Federico Basile, è uno strumento fondamentale che, insieme alle altre partecipate, ha dato finalmente rigore a un settore che per anni era stato ignorato. Anche in questo caso nel 2018 abbiamo avviato un nuovo corso. Non parliamo di valorizzazione solo in senso economico, ma di un patrimonio che torna a essere uno strumento di servizio per la città. La Patrimonio non è una società tecnica, è una scelta politica di buona amministrazione: abbiamo rotto rispetto al passato smettendo di considerare gli immobili comunali come un problema e scegliendo invece di trasformarli in una risorsa concreta per Messina, dall’emergenza abitativa alla rigenerazione urbana.»
«La costituzione della Società Patrimonio, ha ricordato Cateno De Luca, è stata una delle scelte più difficili, più contrastate e più attaccate della mia esperienza da sindaco di Messina. E non lo dico per retorica: è un fatto politico e amministrativo. Quando nel 2019 decidemmo di creare una società in house per la gestione e la valorizzazione del patrimonio comunale, si scatenò una vera e propria guerra. Arrivammo perfino alle dimissioni, a crisi di Consiglio comunale, a tentativi di bloccare tutto, fino all’atto più grave: la messa in liquidazione della società. Un attacco politico miope e irresponsabile che ha fatto perdere tempo prezioso alla città. Eppure il patrimonio è una delle grandi zavorre storiche dei comuni italiani. Messina ne era l’esempio perfetto: nessun inventario affidabile, immobili non catastati, nessuna strategia, affitti non riscossi, occupazioni abusive, edifici pubblici lasciati marcire. La Corte dei Conti lo scriveva nero su bianco da anni: mala gestio del patrimonio. E a nessuno importava. Noi abbiamo fatto una cosa semplice, ma rivoluzionaria: abbiamo deciso di trattare il patrimonio pubblico come si tratta il patrimonio di una famiglia responsabile. Lo si censisce, lo si valuta, lo si manutiene, lo si valorizza e, quando serve, lo si dismette per investire meglio.
Oggi i numeri dimostrano che quella scelta era giusta. Tra il 2022 e il 2024 il valore del patrimonio immobiliare del Comune di Messina è cresciuto di oltre 20 milioni di euro. Non per magia, ma perché finalmente qualcuno ha iniziato a sapere cosa esiste, dove si trova, quanto vale e come può essere utilizzato. La Patrimonio sta facendo quello che per decenni non è stato fatto: sta costruendo l’inventario reale del Comune, sta bonificando le banche dati, sta riportando alla luce beni dimenticati, sta rimettendo ordine dove regnava il caos.
È un lavoro poco visibile, ma fondamentale. È il lavoro che ti permette domani di programmare, di intercettare fondi, di investire, di dare servizi. Senza patrimonio ordinato non esiste autonomia finanziaria, non esiste capacità di sviluppo, non esiste buona amministrazione. Chi allora si oppose alla Patrimonio lo fece per ignoranza o per interesse. Perché un patrimonio nel disordine è una rendita per pochi, un patrimonio nel controllo è una risorsa per tutti.
Oggi questa società ha un management completo, una direzione generale, personale qualificato, sistemi informatici, procedure. Oggi non è più un’idea: è una macchina che produce risultati. E questo stesso modello lo stiamo portando anche a Taormina, perché le criticità sono le stesse. La Patrimonio è una delle più grandi scommesse vinte di questa stagione amministrativa. E i numeri, finalmente, parlano per noi.»
Ad illustrare i numeri e i risultati conseguiti per l’amministrazione comunale gli assessori Alessandra Calafiore e Roberto Cicala, per la Patrimonio spa il presidente Maurizio Cacace.
«Quando ci siamo insediati, ha ricordato l’assessore Alessandra Calafiore, abbiamo trovato una situazione drammatica: oltre 130 persone, tra cui 62 minori, vivevano all’interno di ex scuole comunali in condizioni di grave degrado sociale. Abbiamo trasformato quella emergenza in un percorso di dignità, avviando la messa in sicurezza e la riconversione degli immobili, come nel caso della ex scuola Foscolo di Bordonaro, per la quale abbiamo ottenuto un finanziamento di 5 milioni di euro. Parallelamente abbiamo riformato l’intero sistema di assegnazione degli alloggi ERP, con un nuovo regolamento e un nuovo bando che oggi permettono di assegnare case realmente disponibili. Il patrimonio non è più un contenitore di emergenze, ma uno strumento per garantire diritti, sicurezza e futuro alle famiglie messinesi.»
«La Patrimonio, ha evidenziato l’assessore Roberto Cicala, è oggi un vero centro di competenza al servizio del Comune. Non si limita a censire gli immobili, ma supporta concretamente i dipartimenti nelle decisioni strategiche. È diventata indispensabile. Un esempio su tutti: nel 2024, grazie al lavoro tecnico della Patrimonio, sono stati recuperati 3 milioni di metri quadrati non tassati, consentendoci di ridurre la TARI di un terzo.
Questo lavoro prima non era nemmeno possibile perché mancava il braccio operativo. È questo che consente di trasformare il patrimonio da peso morto a leva di sviluppo e di equità fiscale.»
«La situazione del patrimonio immobiliare del comune, ha affermato il presidente Cacace, è perfettamente fotografata nella relazione di inizio mandato del sindaco Cateno De Luca dell’ottobre 2018 dove si parla di inefficienza strutturale dell’ente nella gestione del patrimonio immobiliare. La situazione è stata fronteggiata attraverso la costituzione della Patrimonio Messina spa che ha messo subito i campo tutta l’attività necessaria a ottimizzare i processi amministrativi. In particolare abbiamo avviato una attività gravosa di censimento del patrimonio immobiliare, sia del patrimonio dell’ente utilizzato ai fini istituzionali sia di quello di edilizia residenziale pubblica che oggi ci ha portato ad avere un inventario perfettamente allineato con il ministero, a una maggiore valorizzazione di circa 20 milioni del patrimonio immobiliare comunale e a un censimento di 1130 immobili di edilizia residenziale pubblica che ci consentirà di intraprendere azioni sia per eliminare l’abusivismo sia per attuare un programma di manutenzione straordinaria degli alloggi in disuso. Oltre a questo l’attività della società si è concentrata sulla progettazione, come ad esempio quella esecutiva del Campo “Bonanno” che ha consentito di intercettare fondi ministeriali per riqualificare l’impianto sportivo. Ancora in punto di progettazione la società è diventata punto di riferimento per tutti i dipartimenti comunali. Da ultimo per quanto riguarda l’attività dei Fondi PINQuA abbiamo già acquistato 60 alloggi,135 sono stati contrattualizzati e da qui a breve si faranno i rogiti e 125 sono in istruttoria»
